Terapia del sovrappeso e obesità


L’obesità sta diventando sempre più un problema di salute pubblica.
Nei soli Stati Uniti, il 65% degli adulti ( pari a quasi 127 milioni di persone ) sono in sovrappeso o obese.
Secondo una prudente stima, l’obesità provoca quasi 300.000 morti ogni anno nei soli Stati Uniti.

L’obesità è descritta dall’indice di massa corporea ( BMI, body mass index ).
Il BMI è calcolato dividendo il peso di una persona per il quadrato della sua altezza.
Il peso normale è definito da un valore BMI inferiore a 24.9 Kg/m2.
Un soggetto che presenta un BMI compreso tra 25 e 29.9 kg/m2 è considerato in sovrappeso, mentre un BMI maggiore di 30 Kg/m2 è, invece, obeso.

Gli interventi dietetici e l’esercizio fisico rappresentano le strategie di base per il trattamento dell’obesità.
La chirurgia bariatrica e l’impianto endogastrico di un dispositivo ( palloncino ) sono soluzioni adatte a pazienti fortemente obesi.
I farmaci trovano, invece, impiego più ampio, anche nei pazienti in sovrappeso con fattori di rischio per malattie cardiometaboliche.

Attualmente, solo 2 farmaci sono stati approvati dalle Autorità Sanitarie: la Sibutramina e l’Orlistat.

La Sibutramina ( Europa: Reductil; USA: Meridia ) è un inibitore del riassorbimento della serotonina e della noradrenalina ( SNRI ), che agisce a livello centrale, producendo un senso di sazietà.
Il farmaco può provocare innalzamento dei valori pressori.
In Italia, la Sibutramina è stata sospesa nel 2002 a causa di alcune morti sospette e riammessa sul mercato dopo un parere favorevole del CHMP dell’EMEA.

Orlistat ( Xenical ) diminuisce il peso corporeo, riducendo l’assunzione calorica mediante inibizione della degradazione dei grassi mediata dalla lipasi pancreatica nel tratto gastrointestinale.
Il farmaco è associato in un’alta percentuale di casi ad effetti indesiderati, come incontinenza fecale ed urgenza fecale che ne limitano l’impiego.

E’ in corso la sperimentazione clinica di un nuovo farmaco, il Rimonabant ( Acomplia ), il primo antagonista selettivo del recettore dei cannabinoidi di tipo 1 ( CB1 ).
Negli studi clinici, il Rimonabant ha prodotto una moderata perdita di peso ( circa il 5% della massa corporea ).
Il farmaco è associato ad un’alta incidenza di drop-out ( 40-50% ), soprattutto per reazioni avverse di tipo psichiatrico ( depressione, ansia ).

In passato, un agonista 5-HT, Fen-Phen ( Fenfluramina e Dexfenfluramina ), altamente efficace nella riduzione del peso corporeo è stato ritirato dal mercato a causa di grave cardiotossicità.
E’ in corso lo sviluppo di un agonista altamente specifico per il recettore 5-HT (2C), APD356.
Tuttavia, il suo profilo di sicurezza non è stato ancora ben definito.

Cetilistat è un candidato farmaco che agisce inibendo le lipasi.
In studi clinici di fase I e II ha dimostrato di possedere una migliore tollerabilità rispetto all’Orlistat ( percentuale di drop-uot: 2.5% versus 11.6%, rispettivamente ). ( Xagena_2006 )

Fonte: Nature Reviews Drug Discovery, 2006






Farma2006 Endo2006

XagenaFarmaci_2006